mercoledì 28 maggio 2014

Rompere gli schemi di lettura della realtà è cosa difficile. Da ogni parte si commenta ogni cosa, pressoché tutti sono convinti di avere un'opinione sui fatti, ma è pura illusione: quelle opinioni possibili(due per lo più, è il bipolarismo) non sono che quelle, non c'è una terza via, una via praticabile al di là, due segni positivo e negativo, o con coi o contro di noi, tertium non datur. Accidentalmente , la natura agisce per terzi, quarti e quinti, con buona pace sua e nostra.



Così ad esempio, malaugaratemente mi mettessi a commentare la questione immigrazione, nel caso in cui nell'analisi mi trovassi a dovere in qualche lontano modo criticare una parte remota del fenomeno, schiere di opinionisti, anche tu che leggi, si leverebbero sprezzanti contro il mio razzismo manifesto, laddove di razze non avessi neanche mai parlato.

Questo perché?

Perché le questioni opinabili(cioé quelle su cui si può avere un opinione ) sono ben definite e non modificabili e di quelle c'è un preciso recinto oltre il quale non si può andare. All'interno del recinto, l'argomento è ricco di pro e di contro, e di fatto trovereste legittima ogni posizione, se vagliate secondo logica, e proprio qui sta il trucco. Gli argomenti sono racchiusi dentro un ring, con regole arbitrarie, ti ci batti e c'è un arbitro che ti punisce se vai contro le regole, puoi averle più o meno forti le idee, ma stai guardando un incontro di Wrestling e non te ne rendi conto, nessuno si fa male, è tutto già deciso da qualcuno.

Qualcuno chi?

I media decidono di cosa è opportuno discutere, nel momento in cui è opportuno discutere, coi parametri e coi dati che sono ammessi alla discussione, ogni cosa che sta al di fuori non è ammessa, ogni pensiero che non sia accreditato non è credibile, se pur si basa sui fatti, verificabili, non è importante, perché non sei nelle regole e ciò che dici non è ammissibile, se pure è l'evidenza.

No no, nessun fatto è ammesso, solo una parte, non analizzata, deformata, senza contraddittorio reale, senza inquadrare il problema: tipo, sei a favore o contro l'Islam...

Ma come si fa  essere a favore o contro l'Islam, che senso ha? Che senso ha essere a favore o contro un fenomeno storico e culturale che ha 1400 anni e che abbraccia paesi che si estendono dal Marocco all'Indonesia, che non parlano neanche realmente la stessa lingua, che è diviso in una quantità enorme di correnti per sua stessa definizione.

Sì si potrà perché arriverà qualcuno che ti dice xyz sta per essere lapidata perché ha girato con le tette al vento. Insomma te la vai un po' a cercare e se quella è la paladina della libertà: stanno già crollando i palazzi del potere, no?

Ci sono argomenti opinabili, cioé che un ambito determina come opinabili, sia l'ambito giornalistico, e argomenti non opinabili. Arbitrari entrambi, cioé morali, ossia si decidono i limiti del discutibile in altri contesti e poi si lanciano in pasto all'opinione pubblica che usa i mezzi di informazione che ritiene idonei. Stupida, perché non verifica, tanto più stupida ora, perché tutto è verificabile in un istante, grazie alla rete, che non lascia spazio al falso.


Ed è contro questa stupidità, di chi prende per buone le notizie, di chi non verifica quando finalmente, per la prima volta nella storia, può farlo istantaneamente, che mi scaglio con forza. Insomma, davanti ai tuoi occhi c'è il falso e te lo bevi senza filtro: dietro l'angolo c'è la risposta, svelala. Non è che ci voglia un genio, solo diffidare, un poco di capacità di raffronti(ti do un indizio, se una cosa non la sai, ora, con un poco di sforzo ne saprai abbastanza tra poco, e un altro, di indizio, impara l'inglese o traduci coi traduttori, lo sforzo non è molto).

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